2026 · MAGGIO
«Maggio arriva sempre prima del previsto. Lo riconosco dalla luce che si appoggia obliqua sui tavoli, e da una stanchezza dolce che somiglia a un congedo.»
Schegge di scrittura. Note salvate ai margini. Pubblicate qui senza ordine, salvo quello della memoria.
«Maggio arriva sempre prima del previsto. Lo riconosco dalla luce che si appoggia obliqua sui tavoli, e da una stanchezza dolce che somiglia a un congedo.»
«Scrivere è cucire una camicia per qualcuno che non conosci: speri solo che, indossandola, non senta troppo le tue mani.»
«Mi chiedono perché continuo. Rispondo che le storie sono l'unico modo decente che ho trovato per stare al mondo senza alzare la voce.»
«C'è una differenza tra silenzio e quiete. Il silenzio è qualcosa che manca. La quiete è qualcosa che resta.»
«L'anno comincia sempre con un'illusione tipografica: una data nuova, come se davvero il calendario potesse riscrivere ciò che siamo.»
«Dicembre è il mese in cui le case diventano più visibili dall'esterno: finestre accese, sagome che si muovono, vite altrui che continuano senza di noi.»
«La nebbia non nasconde le cose: le restituisce alla loro forma essenziale. Un albero, nella nebbia, è finalmente solo un albero.»
«Ho imparato a riconoscere la fine di qualcosa dal modo in cui le persone smettono di chiamarti per nome.»
«Settembre è un lunedì lungo trenta giorni. Si torna a tutto: ai libri, alle abitudini, a chi eravamo prima dell'estate, e che non ci aspettava più.»
«Le estati che ricordi non sono mai quelle che hai vissuto: sono quelle che ti hanno lasciato il tempo di guardare.»
«Aprile non promette nulla. Si limita a togliere qualcosa al freddo, ogni giorno un poco, finché non te ne accorgi che è già successo.»
«C'era qualcosa di simile a una preghiera nel modo in cui chiudeva i quaderni: con due mani, lentamente, come se ogni pagina contenesse ancora qualcuno.»
«Le città di notte non dormono: trattengono il fiato. È in quel respiro sospeso che torna sempre la stessa frase, pronunciata da nessuno.»
«Non si scrive per essere letti. Si scrive per non essere dimenticati nello stesso modo in cui si dimentica tutto il resto.»
«Una stanza vuota non è mai vuota. È un calco. Conserva la forma di chi se n'è andato.»
«Ho conservato i biglietti dei treni per anni. Non i viaggi: i biglietti. È diverso. È un modo di credere che qualcosa sia stato, anche quando non lo ricordi più.»